Tarallini fatti in casa

Tarallini homemade per spezzare la fame… e anche il lavoro

La cosa più difficile quando lavori da casa è l’autodisciplina. Si devono scindere bene i tempi di lavoro e quelli delle pause altrimenti si rischia di non staccarsi mai dal computer fino a sera. Con enormi svantaggi per la schiena, ve lo assicuro!

 Ecco quando arrivano questi momenti di pausa, e sono sicura che capita anche a chi lavora fuori casa, viene la voglia di mettere qualcosa sotto i denti. Sì, ma che mangiare senza appesantirsi troppo? Dolci? Mah, io per esempio vado “a orari”, cioè gli alimenti dolci mi vanno nella prima parte della mattinata oppure nel primo pomeriggio, ma più si avvicinano gli orari di pranzo o cena e più preferisco il “salato”. Capita anche a voi?

Io adoro i tarallini, cioè, a dire la verità, tutti in famiglia adoriamo i tarallini, forse perché sono piccoli, a portata di bocca e anche se fatti con un bel po’ di olio, comunque mangiarne un paio non ti fa sentire in colpa!

In genere, me ne faccio una bella scorta quando vado all’Artigiano in Fiera: ne compro di ogni tipo, magari appena sfornati, e per un po’ siamo salvi. Però finiscono…un paio oggi, un paio domani, un altro dopodomani…finiscono inesorabilmente.

E così, quando si è presentato il “momento languorino”, avendo appunto finite le scorte di casa, mi è venuta l’idea di provare a farli. Certo, non sarebbero stati all’altezza di quelli pugliesi, ma, come si dice da queste parti “pütost che gnent…” (piuttosto che niente…).

Così ho guardato un po’ in giro per il web. Ho trovato una bella ricetta su Tempodicottura, blog che mi piace un sacco e dal quale prendo spunti molto spesso, e sono partita da lì. Non sapendo come sarebbero riusciti, che consistenza avrebbe avuto l’impasto, ecc., ho variato poco la ricetta: ho solo sostituito le mandorle con dei semi vari, perché il “bambino” di casa non ama la frutta secca.

Devo dire che sono riusciti bene al gusto, ma è stato faticoso lavorarli, perché l’impasto è risultato piuttosto appiccicoso e per poter fare le ciambelline, dovevo sempre infarinarmi le mani e il piano di lavoro.

Così, finita la scorta e memore dell’esperienza, ho pensato di rifarli in modo totalmente diverso, e cioè partendo da un lievitino .

E’ un metodo che ultimamente sto usando molto; è quanto più si avvicina al lievito madre, che in questo momento è sulla mensola del mio camino a “maturare”, e quindi non ancora pronto. Inoltre, il mio stomaco è molto sensibile alle lievitazioni veloci, non le ama per niente, per cui tendo sempre ad allungarne i tempi sia per il pane, la pizza o le brioches.

Tornando ai tarallini, con questo sistema, l’impasto è risultato decisamente più compatto, elastico, liscio e fare le piccole ciambelle è stato un gioco: niente più infarinature continue, la pasta era liscia e non collosa. Anche il gusto ne ha guadagnato, i tarallini non erano secchi, ma friabili e croccanti.

Ecco quindi la mia procedura:

  • 500gr. farina nera (nella versione precedente avevo usato un farro integrale)
  • 100gr. olio EVO
  •   10gr. sale
  •   70gr. vino bianco
  •   50gr. rosmarino ed erbe provenzali secchi
  •   15gr. lievito di birra fresco
  •   Acqua q.b.

Ho usato la farina nera di Farine Magiche. Perché? Per due motivi:

1. Era da finire

2. Avete mai provato ad usarla?

Vale la pena farlo solo per vedere le facce dei vostri ospiti o familiari!

Come vi dicevo ho iniziato la mattina facendo il lievitino e ho impastato in una ciotola

  • 100gr. di acqua tiepida
  • 100gr. di farina
  • 5gr. di lievito sciolto nell’acqua tiepida

Queste quantità vanno tolte dalle quantità totali della ricetta

Ho coperto la ciotola con della pellicola e l’ho messa nel forno spento finchè l’impasto non è raddoppiato (da 2 a 4 ore)

A questo punto, ho aggiunto i rimanenti ingredienti nella planetaria con frusta a foglia: la farina (quindi 400gr.) con il lievito (10gr.), il lievitino, il vino bianco, l’olio un poco per volta, poi il sale, le erbe aromatiche secche ed infine ancora un po’ di acqua se l’impasto lo richiede, cioè se non è ancora compatto.

L’ho Lasciato riposare per almeno un’ora sempre dentro il forno coperto da un canovaccio.

Prima di lavorarlo, ho acceso il forno a 180°.

Ho preso quindi l’impasto e l’ho steso con il mattarello. Ho tagliato tante striscioline della larghezza di 1cm., la lunghezza la decidete voi se preferite tarallini grossi o piccoli, le mie erano ca. 8cm. 

 

Ho preso una strisciolina per volta, l’ho trascinata sul tagliere e arrotolata come a formare un grissino e poi chiusa a ciambellina.

Ho lasciato riposare i tarallini ancora una decina di minuti poi li ho messi in forno per 15/20 minuti. Una volta cotti, li ho fatti raffreddare nel forno spento e con lo sportello leggermente aperto: in questo modo diventeranno belli croccanti.

Io li conservo in una scatola di latta rivestita con la carta assorbente (non quella da cucina ma quella color avana piuttosto spessa che usano per servire lo Street Food) e durano tantissimo senza perdere friabilità.

L’unico rischio: aumentano le pause lavoro!

Spezzafame

 

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